Sono una pedagogista libera professionista…ah, e quindi che lavoro fai? Dove lavori?

Ho intrapreso la libera professione da soli 2 mesi e questa è la domanda che mi viene posta più spesso, sopratutto dalle persone vicine… alla risposta segue un’espressione perplessa e si percepisce la confusione che prova la persona che ho davanti, perciò metto qui per iscritto in cosa consiste la mia professione, i servizi che propongo, gli obiettivi ed i progetti futuri così da fare chiarezza, perché ci tengo a rispondervi ma capirete che rendere la risposta breve, chiara e coincisa è complesso.

Dunque, partiamo dal luogo di lavoro.

Svolgo i miei servizi perlopiù online, a domicilio, in studi di altri professionisti, in scuole e servizi educativi, vi dico subito che non ho una città fissa e uno studio mio, perché vivo a Taranto, ma il mio obiettivo è essere ovunque il lavoro mi porterà, senza limiti di distanza. 

Le consulenze online mi permettono di raggiungere genitori e professionisti di ogni città e di soddisfare le esigenze di chiunque scelga di affidarsi a me e questo è un aspetto straordinario.

Servizio numero 1: le consulenze pedagogiche.

La consulenza pedagogica è uno degli strumenti principali del pedagogista e che io stessa amo di più, mi rivolgo a genitori, per supportarli nel loro difficile compito genitoriale (genitori di bambini autistici e neurotipici, con o senza disabilità cognitiva). In base al bisogno svolgo consulenze singole o percorsi o prendo letteralmente in carico le famiglie coordinando la rete di professionisti che si occupano del bambino.

Ma la consulenza è anche tanto altro, in quanto si rivolge anche ad educatori e pedagogisti, per programmare la loro carriera professionale, supportarli nei loro progetti e nella formazione e può essere anche di stampo formativo e rivolgersi ad insegnanti, per supportarli nel loro lavoro e trovare insieme strategie pratiche per soddisfare le esigenze di tutti i bambini.

Servizio numero 2: Svolgo corsi formativi online ed in presenza

Sul sito li trovate più nel dettaglio ed aggiornati.

Servizio numero 3: Laboratori – workshop

Tutto è partito da un approfondimento rispetto alla creazione dei libri sensoriali, dal desiderio di approfondirne la teoria per poter creare dei materiali inclusivi e ben pensati per la persona per cui sono rivolti (piccola o grande che sia) adattandoli alle sue competenze. Durante il lockdown ho sperimentato l’efficacia dei corsi pratici online, perciò li ripropongo periodicamente in gruppo e su richiesta anche individuali.

Sono rivolti a genitori, zii, nonni, educatori, psicologi, insegnanti a chiunque abbia il desiderio di creare uno strumento di valore con materiale di recupero.

La mia creatività mi porta a creare e sperimentare spesso materiali nuovi, semplici da realizzare e che mi piace condividere, finalizzati al raggiungimento di obiettivi pratici; anche in questo caso in quanto professionista trovo fondamentale valutarne l’efficacia da un punto di vista teorico. 

Grazie all’approfondimento dei sensi è nata l’idea del mio primo workshop che realizzerò in presenza nel mese di ottobre in Svizzera, un mix tra teoria, pratica e sperimentazione.

Servizio numero 4: Video corsi e tutorial

Per potersi formare anche in differita ho realizzato:

– un video corso sulla consulenza pedagogica in collaborazione con EduDigitali, a supporto dei colleghi che vogliono utilizzare la consulenza pedagogica nel loro lavoro;

– un video corso sui materiali sensoriali con la pedagogista Maddalena Tinazzi;

– tutorial per poter creare materiali inclusivi con oggetti di recupero, sempre in collaborazione con EduDigitali.

Servizio numero 5: Creo contenuti online

Da 4 anni a questa parte la divulgazione è diventata parte di me. Da semplice passatempo arricchente e stimolante è diventata la mia principale “vetrina”, luogo di crescita e scambio: adatto contenuti pedagogici riguardo l’infanzia, l’autismo, la professione educativa, idee creative, recensioni di libri. Instagram è letteralmente il diario giornaliero di ogni mio spostamento e di ogni mia esperienza professionale.

L’obiettivo è di ampliare sempre più la mia formazione, dare valore alla mia professione, arricchire ed essere un riferimento per chi si rivolge a me, nonché supportare i genitori rendendoli sempre più consapevoli nella crescita dei loro bambini.

Per concludere, le varie esperienze lavorative svolte in questi 10 anni mi hanno portata fin qui a voler provare a credere in me stessa, nel valore che posso dare attraverso il mio lavoro. Non sarà semplice la libera professione, ci saranno sempre tanti pro e contro, ma era ed è un’esperienza di vita che ho scelto e di cui sono fiera. La strada è ancora tanto lunga ed in salit ma per arrivare in cima si parte sempre da piccoli passi.

Ciao, io sono Angela, una pedagogista che lavora come libera professionista attraverso consulenze, formazione, laboratori, divulgando contenuti di stampo pedagogico.

Se desideri sapere qualsiasi altro aspetto del mio lavoro, scrivimi qui sotto, sarò felicissima di risponderti. 

Pedagogista: lavoro o passione?

Fotografia che rappresenta a mezzo busto la dottoressa Angela De Pace

Si potrebbe argomentare e polemizzare tantissimo circa il riconoscimento professionale di educatori e pedagogisti, proprio in merito alla “vocazione” per una professione che prevede un certo tipo di coinvolgimento ed impegno nel sociale.

Ma io ci tengo a raccontarvi perché amo associare il termine PASSIONE al mio lavoro. 

Formazione e professionalità non le conquisti con il cuore e la bontà d’animo, la passione deriva dalla forte motivazione che ti spinge ad approfondire per trovare risposte e capire meglio le domande.

L’ambito che mi coinvolge maggiormente è l’ambito dell’autismo; sarebbe stato uno dei possibili sbocchi lavorativi come educatrice finita l’università, ma io non lo avevo preventivato.

Il mio obiettivo sarebbe stato quello di lavorare in asili nido, perché una delle cose che più in assoluto amo fare è OSSERVARE i bambini, restare affascinata da ogni loro scoperta, dalla loro spontaneità, dalla semplicità dei loro gesti e dalla felicità contagiosa che trasmettono.

Poter OSSERVARE con consapevolezza e con le competenze di professionista dell’educazione, è un valore aggiunto non indifferente.

La realtà dei fatti è stata diversa, il giorno della mia laurea triennale in scienze dell’educazione, ho ricevuto il mio più bel regalo “un contratto a tempo indeterminato” presso una cooperativa per lavorare in un centro diurno per disabili adulti e svolgere domiciliari a minori disabili.

La gioia infinita è stata accompagnata dalla paura della novità, di non saper affrontare quell’avventura cosi delicata. Ho subito avuto il timore di non possedere gli strumenti per svolgere il mio lavoro in modo adeguato e mi son subito attivata iscrivendomi ad un corso di perfezionamento sull’autismo perché tra le persone disabili presenti nel centro diurno, vi erano anche adulti autistici con disabilità cognitiva.

Posso dire che mi si è aperto un mondo! 

Posso dirlo perché in seguito ho continuato a formarmi nell’ambito dei DSA, eppure non ho sentito quella stessa spinta, quella voglia di approfondire.

Andando avanti negli anni, ho deciso di continuare ad ampliare la mia formazione, perché l’esperienza ti porta a capire che non ne sai mai abbastanza e che le sfide quotidiane che vivi a casa, a scuola e nei vari contesti sono tante, che i genitori molto spesso sono stanchi ed hanno bisogno di un supporto valido e sopratutto che li comprenda, così come ne hanno necessità educatori ed insegnanti.

Le difficoltà spesso non sono solo legate alle strategie da adeguare ad ogni bambino, ma la sfida maggiore è divulgare informazioni aggiornate. Siamo ancora molto lontani dall’avere una visione limpida dello spettro autistico, chi non lo vive, ne sa solo qualche stereotipo e ciò non fa che incrementare una società disinformata che infonde un occhio giudicante.

Dopo aver lavorato in vari contesti, dopo aver approfondito attraverso i libri, aver svolto corsi e l’esperienza data dal confronto con l’unicità di ogni persona che ho incontrato ed affiancato, posso dire che serve tanta formazione quanta apertura mentale, occhi attenti ad intercettare i dettagli dei bisogni, del contesto circostante e delle esigenze della rete. 

IO SO DI POTERLO FARE, perché di poche cose son certa quanto della capacità di vedere oltre il visibile, di annientare ogni filtro per indagare e sentire quello che va al di là delle apparenze e delle aspettative, il diritto di ogni persona di essere umana, con pregi e difetti e voglia di scegliere ed esser artefice della propria vita. 

Se sono qui a dire questo è perché vorrei solo riuscire a far vedere ad ogni genitore quello che c’è al di là delle difficoltà, delle incomprensioni, perché so di poter dare una chiave di lettura differente in diversi contesti.

Sei unicə

Ognuno di noi viene al mondo come un piccolo organo di senso. Una piccola creatura che nasce con il bagaglio di ciò che ha assorbito durante la gravidanza, perché nel grembo materno si nasce davvero e si iniziano ad assorbire emozioni, suoni, nutrimento sotto forma di cibo e di amore. 

Pian piano i nostri sensi si affinano e percepiscono il clima in cui siamo immersi, dalle persone che si prendono cura di noi, grazie a ciò che viviamo con loro. 

 

Fin da piccolissimi abbiamo le nostre caratteristiche ed il nostro potenziale, siamo unici. 

L’educazione con cui cresciamo ci disegna come il pittore dipinge le sue tele. Le tele sono bianche e libere, le pennellate possono essere leggere e delicate, o spesse e dure…

la quantità di colore ha sempre diverse possibilità per lasciare le proprie tracce.

Ogni bambino, neurotipico, autistico o con disabilità, ha le proprie passioni. Quando siamo piccoli siamo molto connessi al nostro corpo, reagiamo impulsivamente a quello che viviamo ed abbiamo le idee chiare. Con il tempo invece potremmo dimenticarci cosa ci piace tanto, quello che ci fa sentire vivi e felici.

Ma ogni adulto non è stato prima un bambino? E il proprio bambino dov’è finito?

Il nostro bambino è sempre dentro di noi, anche se in alcuni casi lo rendiamo più silenzioso.

La verità è che lui ci conosce alla perfezione e può essere la guida migliore che possiamo desiderare.

Come possiamo recuperarlo? Amandoci incondizionatamente, senza giudizi, riscoprendoci attraverso piccoli gesti e momenti. 

Se sappiamo amarci e prenderci cura di noi stessi, potremmo essere le migliori guide per i nostri bambini e per valorizzarli come ognuno merita di essere valorizzato.

Cosa ti piaceva da impazzire quando eri bambinƏ? Te lo ricordi?

Professionisti dell’educazione & genitori

Chi sceglie di lavorare nell’ambito del sociale è, spesso, fortemente motivato a conoscere, spinto da un richiamo che sente dentro di se. Vive il lavoro come una passione e questo aiuta a migliorarsi e ad approfondire. 

Tutto ciò che si apprende, spesso non basta, rispetto a tutto quello che si vorrebbe sapere per svolgere la propria professione al meglio.

Chi lavora con i bambini, ha una dote, li ama profondamente, coltiva il bambino che custodisce dentro di se, gioendo di piccole meraviglie, guardando la vita con stupore..

Ad un certo punto accade qualcosa di misterioso, al contempo magico e speciale.

Oltre ad essere un bravo professionista ci si ritrova genitore… ma accade qualcosa di strano: tutte le certezze sullo sviluppo dei bambini, su cosa sia giusto o sbagliato, su come fare le semplici cose, su cosa preferire, dai materiali alla struttura della stanza, il modo in cui rapportarsi al proprio bambino e mostrarsi ai suoi occhi, cambia. D’un tratto sorgono i dubbi più disparati, non ci si sente all’altezza, se ciò che si fa è troppo o troppo poco, si rischia di non essere oggettivi in ciò che si vede, per le paure che offuscano la mente. 

E’ importantissimo mettersi in discussione e voler dare il massimo. Sappiamo che dobbiamo seguire il nostro istinto e non dar troppo peso ai numerosi consigli che provengono dall’esterno.

Ciò di cui hanno più bisogno i bambini sono i loro genitori, la loro serenità. 

Il mio invito a tutti i genitori e colleghi, è quello di godervi i momenti con i vostri bambini perché saranno piccoli una volta sola, non è importante quanto tempo ne quanti giocattoli regalate loro, purché il tempo tra di voi sia di qualità, fate scivolar via ogni paura, ridete e giocate con loro. Divertitevi, inventate favole, raccontategli di voi e delle vostre passioni, fate in modo di farvi conoscere, sarà il ricordo più bello che porteranno con se.

Uno dei timori può esser quello di essere bravi nel proprio lavoro ma non nel compito genitoriale, ma la verità è che si nasce genitori nel momento in cui nascono i figli e tutto ciò che si è vissuto prima fa parte di un ricordo di quando non si era del tutto completi. 

Un genitore trasforma ogni cosa di se e del suo modo di pensare ed agire, nessuno è perfetto,  basta essere genuini!

( Questo primo articolo lo dedico ad una mamma, professionista, conosciuta oggi durante una consulenza online, che avrei tanto voluto abbracciare ).